La tecnologia sfrutta l’effetto game, con risultati importanti nella collaborazione dei pazienti in età evolutiva

La realtà virtuale, l'effetto game efficace sui bambini

Recuperare attività funzionali attraverso le simulazioni, lavorando sui vantaggi dell' "effetto gioco". Così la Realtà Virtuale entra a pieno titolo fra le tecnologie utilizzate dagli esperti nei percorsi riabilitativi per il recupero di abilità motorie e cognitive compromesse in seguito a danno cerebrale. Un’opportunità che si basa su evidenze scientifiche che documentano la possibilità di attivare mediante sedute terapeutiche con realtà virtuale le stesse aree cerebrali attivate in corso di esercizio in contesti reali.

Gli ambiti in cui la Realtà Virtuale viene applicata in riabilitazione sono: ortopedico e neuromotorio; delle competenze visuo-spaziali; delle attività complesse di vita quotidiana; riabilitazione cognitiva. Quest'ultima è un campo ancora poco esplorato con la Realtà Virtuale, ma per il quale si sono riscontrati effetti positivi, ad esempio nella valutazione dei tempi di reazione, nella riabilitazione dei disturbi attentivi, della memoria e del problem solving e della negligenza spaziale unilaterale.

In particolare, l’effetto game sul quale fa leva la tecnologia virtuale sta risultando particolarmente efficace in età evolutiva. “La realtà virtuale è importante perché si avvale di una grossa componente di motivazione – afferma Antonio De Tanti direttore clinico del Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato (Parma) dove la tecnologia viene già utilizzata dal 2012, prima in fase sperimentale, ora pienamente integrata nei percorsi di cura sia in ambito motorio sia cognitivo, sia per gli adulti sia per i bambini. “Le simulazioni si avvicinano ai videogame, con la caratteristica però di essere molto specifiche, personalizzate ed in grado di tenere sotto controllo i parametri dell’esercizio proposto al paziente, in modo da graduare il livello di difficoltà rispetto alle sue capacità – continua -. La realtà virtuale ci permette così di avere un progetto riabilitativo mirato ma che si concretizza in un’attività di gioco per il bambino, stiamo quindi avendo grandi risultati, con molta soddisfazione dei nostri operatori che riescono ad ottenere una maggiore collaborazione da parte dei pazienti”.  

Cosa si intende per Realtà Virtuale

Nello specifico, per Realtà Virtuale si intende una simulazione mediata da computer, che offre la possibilità di vedere, sentire, manipolare e interagire con un ambiente artificiale.
 L'esperienza post-lesionale del paziente è in grado di indurre un certo grado di ri-arrangiamento funzionale della corteccia motoria e delle reti neuronali danneggiate dall'evento patologico. Ciò, anche, attraverso la mediazione dei "neuroni mirror" (secondo la nota teoria dello scienziato Giacomo Rizzolatti) durante l'osservazione dell'esecuzione del movimento e con la pratica dell'immaginazione della sua esecuzione da parte del soggetto.

Come funziona
La Realtà Virtuale consente, tramite sensori applicati a parti del corpo, di visualizzare sullo schermo un semplice movimento compiuto dal paziente come un gesto finalizzato a prendere o spostare un oggetto (ad esempio immettere la palla in un cestino).
Si tratta di uno strumento di "gioco" che, grazie a feedback visivi ed uditivi immediati, permette di migliorare il controllo del movimento con un ritorno preciso della correttezza o meno dell'esercizio.

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