Vorrei riportare a casa mia figlia molto grave dopo infarto, occorre la cannula tracheale?
R. La cannula tracheale, per quanto costituisca una costante causa di angoscia e preoccupazione nei familiari, costituisce un sicuro ausilio che semplifica la corretta gestione dei pazienti che non sono in grado di eliminare volontariamente il catarro con il meccanismo volontario della tosse e che non hanno il completo controllo della deglutizione, per cui rischiano di inalare nelle vie aeree il cibo o la saliva che invece dovrebbe indirizzarsi verso l’esofago e lo stomaco.
Per questo motivo, malgrado la giustificata resistenza psicologica ad accettare questo presidio, noi riteniamo che proprio il progetto di riportare a casa un paziente giustifichi la decisione di non rimuovere la cannula tracheale di un paziente non in grado di autogestire le proprie secrezioni bronchiali e che non abbia recuperato il meccanismo della deglutizione.
Ovviamente è indispensabile che il familiare venga istruito da parte del reparto di riabilitazione alla corretta gestione della cannula tracheale e alle manovre di bronco-aspirazione, con una procedura di affiancamento lo aiuti a superara le difficoltà psicologiche e lo renda affidabile nel applicare in sicurezza questa attività di assistenza al proprio congiunto.


