Il convegno promosso da Villa San Giuseppe ha fatto il punto su un tema molto grave che colpisce frequentemente gli over 65.

Fare il punto su una patologia che oggi rappresenta un gravissimo problema socio - assistenziale, con un forte impatto anche economico.

Nasce con questo obbiettivo il convegno “ Le fratture del femore prossimale nell’anziano. Trattamento chirurgico e riabilitativo”, promosso dalla Casa di Cura Villa San Giuseppe - Gruppo Santo Stefano e tenutosi il 22 ottobre scorso a Garbagnate Monastero (LC).
Il convegno ha coinvolto 16 relatori, professionisti di diverse aree (neurologia, psicologia, fisiatria, ortopedia, infettivologia, reumatologia, medicina interna, infermieristica) che hanno fornito indicazioni utili per la corretta presa in carico del paziente, dall’iter chirurgico a quello terapeutico e riabilitativo.
«Pur essendo una delle patologie che come Casa di Cura affrontiamo quotidianamente da molti anni, il convegno ha rappresentato la prima convention organizzata sul tema delle fratture del femore - afferma Luciano Suardi responsabile scientifico del convegno e responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione di Villa San Giuseppe -. Il problema è enorme, per la frequenza dei casi di fratture del femore che si riscontra negli over 65 e per le conseguenze che comportano in termini di recupero funzionale e di gestione del paziente, l’età media dei nostri ricoverati è tra gli 80-85 anni - continua -, il percorso riabilitativo che viene attivato è complesso, va ad impegnare un team interprofessionale e multidisciplinare proprio per garantire la presa in carico globale del paziente».

Il convegno, oltre ad approfondire i percorsi riabilitativi, ha fatto il punto anche sui trattamenti chirurgici abitualmente utilizzati, oggi sempre più avanzati, e sulle eventuali complicanze che possono riscontrarsi a seconda dei casi.  In questo contesto, è stato sottolineato come siano importanti l’intervento chirurgico precoce e un percorso riabilitativo appropriato ed efficace.
Condizioni essenziali per migliorare gli esiti clinici e l’efficienza dell’intervento, con riduzione dei costi complessivi del trattamento.

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