Lesioni o disfunzioni cerebrali di diversa origine (ad es. traumatica, vascolare, neoplastica), possono comportare una grave compromissione delle funzioni cognitive, a cui possono associarsi alterazioni del comportamento.

I deficit cognitivi possono riguardare la funzionalità attentiva, mensica, le abilità di ragionamento complesso e di problem solving, nonché le abilità strumentali quali linguaggio, calcolo, lettura e scrittura. I disturbi del comportamento possono manifestarsi invece sotto forma di apatia, ipocinesia, perdita della spinta emotiva o dell’iniziativa, oppure con comportamenti eccessivi e inappropriati quali irrequietezza, ipercinesia, impulsività, disinibizione e agitazione, fino ad arrivare in taluni casi all’aggressività. Le alterazioni cognitivo-comportamentali nel loro complesso, compromettono in maniera significativa la qualità della vita dei pazienti e dei loro congiunti, l’autonomia gestionale, il reinserimento e l’integrazione sociale.

Le alterazioni cognitive possono altresì interessare i quadri di precoce invecchiamento cerebrale, in assenza di eventi neurologici acuti, i cosiddetti deterioramenti cognitivi. In questi casi i pazienti manifestano difficoltà di memoria, attenzione selettiva, programmazione di attività complesse, controllo e regolazione del comportamento e vi è una riduzione nell’efficienza di tutti quei processi preposti all’analisi e alla codificazione dei parametri spazio temporali, delle informazioni che precedono le stesse attività cognitive, sia verbali che prassiche (capacità di eseguire e coordinare correttamente i movimenti intenzionali).

Nell’ambito dell’area di intervento di assistenza agli anziani l’intevento è mirato a contenere il decadimento e a stimolare le capacità residue della persona.

Il neuropsicologo, in riabilitazione, supporta inoltre il processo di ridefinizione di parti del sé legate alla consapevolezza e all’accettazione degli esiti di malattia. Il paziente necessita infatti di sostegno per la comprensione delle difficoltà e delle conseguenze funzionali generate dalla malattia, quali ad esempio l’incapacità di compiere attività della vita quotidiana prima normali, e per affrontare di conseguenza frustrazione e malcontento. L’obiettivo finale è, come sempre, il raggiungimento della maggiore autonomia e qualità di vita possibili compatibilmente con gli esiti di malattia e, ove possibile, il reinserimento in ambiti sociali, familiari, lavorati o scolastici.

Parallelamente al percorso con il paziente, vengono presi in carico anche i membri della famiglia, il cui supporto e la collaborazione sono fondamentali. Per loro, abbiamo messo a punto dei programmi specifici che comprendono incontri informativi, sedute di rilassamento corporeo per mitigare lo stress conseguente alle varie fasi di malattia del proprio caro, colloqui di sostegno individuali.

I nostri Centri ai quali rivolgersi

Quando viene attivato il Programma

Il programma è un elemento costitutivo dei processi riabilitativi personalizzati che vengono elebaorati in queste aree: