In Italia, la lombalgia coinvolge oltre 15 milioni di persone, con un picco di incidenza tra i 40 e i 50 anni di età

Meno farmaci e più attività per il mal di schiena

Ne soffre almeno una volta nella vita l’80% della popolazione, è tra le prime cause mondiali di assenza dal lavoro e la seconda di invalidità permanente. È la lombalgia, comunemente detta mal di schiena. In Italia, coinvolge oltre 15 milioni di persone, con un picco di incidenza tra i 40 e i 50 anni di età.  Se la maggior parte supera il problema entro 15 giorni/1 mese, solo la metà circa delle persone che ne soffrono si rivolge a un medico. Ora, le più recenti linee guida pubblicate su Annals of Internal Medicine firmate dagli esperti dell’American College of Physicians hanno modificato le precedenti indicazioni terapeutiche per questo disturbo: iniziare la cura del mal di schiena lombare acuto o subacuto con terapie non farmacologiche tra cui massaggi, agopuntura o manipolazioni, yoga, tai chi, e attività fisica.

 Anche nella forma cronica la Acp raccomanda a medici e pazienti di preferire inizialmente la terapia non farmacologica con esercizio fisico e riabilitazione, ma ricorrendo anche all'agopuntura, alla terapia cognitivo-comportamentale o alla manipolazione spinale. I comuni farmaci antinfiammatori, come aspirina e ibuprofene, sono "quasi completamene inutili" contro il mal di schiena, E' quanto emerge da una analisi di 35 sperimentazioni randomizzate, che hanno coperto oltre 6000 persone che usavano antidolorifici antinfiammatori. Condotta dal George Institute for Global Health di Sydney, ha rivelato che i farmaci noti collettivamente come 'non-steroidal anti-inflammatory drugs', o NSAIDs, offrono benefici appena superiori ai placebo.Lo studio, pubblicato su Annals of the Rheumatic Diseases, indica che su 6 pazienti trattati con farmaci antinfiammatori solo uno ha ricevuto benefici clinicamente importanti nel breve termine. E i benefici erano superati da gravi effetti collaterali, come ulcere gastriche e sanguinamento.  il paracetamolo - da tempo raccomandato come farmaco di prima scelta per il dolore vertebrale - ha scarso effetto analgesico mentre quasi quadruplica l'incidenza di funzioni epatiche anormali.