La scrittura come “terapia” contro la dipendenza da alcol. L’esperienza di “Storie di donne”.

La scrittura come terapia

Si è concluso, anche quest’anno, con esiti positivi il concorso letterario “Storie di donne”, al quale l’Ospedale San Pancrazio aderisce ormai da quattro anni, curando la sezione speciale “no alcol”. Indetto dall’assessorato alla Cultura del Comune e dalla Biblioteca Civica «Bruno Emmert» di Arco di Trento, il concorso prevede, infatti, una sezione generale ed una speciale dedicata all’alcolismo femminile, realizzata in collaborazione con la funzione di Riabilitazione alcologica dell’ospedale San Pancrazio.

«Il concorso è aperto a racconti brevi inediti in lingua italiana e ad autrici di tutte le nazionalità, rappresenta un’occasione stimolante per le nostre pazienti e per i loro familiari – afferma Laura Liberto, responsabile della Riabilitazione alcologica al San Pancrazio –, i racconti che ci sono pervenuti, 15 in tutto, sono una conferma delle problematiche che riscontriamo quotidianamente nel nostro lavoro di riabilitazione. Il valore di queste testimonianze è molto importante perché rappresentano storie di vita, con messaggi profondi, è bello poter offrire un’opportunità di raccontarsi, le donne trovano il coraggio di farlo, a volte mantenendo l’anonimato, a volte parlandone apertamente».
La partecipazione del San Pancrazio al concorso letterario “Storie di donne” è frutto della decennale esperienza e della professionalità della struttura nella riabilitazione alcologica, l’idea di collaborare alla creazione di una sezione speciale del concorso “Storie di donne” nasce da un’attività terapeutica di scrittura avviata qualche anno fa presso la struttura.

Storie di donne che si raccontano, che svelano i loro sogni e le loro ambizioni, le piccole e grandi “evasioni”, ma anche storie di donne che ce la fanno, che superano le difficoltà ed escono da vari e diversi tunnel. Compreso quello estremamente buio e lungo dell’alcolismo.

«Ci troviamo di fronte ad un fenomeno in crescita, riscontriamo un aumento dei ricoveri – aggiunge la Liberto – l’età media dei nostri pazienti è tra i 40-45 anni, ma aumenta la percentuale dei giovani, ma non è solo una questione di diminuzione dei consumi, nell’affrontare i nostri percorsi di riabilitazione rileviamo che alla base sussistono grossi problemi di tipo sociale e psicologico, spesso nelle donne ad esempio si associa il tema dell’abuso sessuale».  Novità 2016, il lancio di un’idea: la creazione un e book. «Abbiamo pensato di raccogliere i racconti in uno strumento agile, l’ e book consente un work in progress flessibile, alimentandosi negli anni di nuove storie – conclude la Liberto -, dal punto di vista terapeutico per noi è una documentazione interessante, dal punto di vista letterario sono testimonianze di vita significative ed intense che meritano di essere lette».