Dispositivi, apparecchiature, strumenti, software sono “tecnologie assistive” a sostegno dell’autonomia della persona

Informatica e disabilità

Nell’era digitale, anche per gli adulti e i bambini disabili, l’informatica costituisce una grande opportunità di sperimentazione di azioni e funzionalità altrimenti impossibili, ma anche di socializzazione, con rilevanti risvolti sul benessere generale della persona.

<Dispositivi, apparecchiature, strumenti, software e altri prodotti informatici o realizzati al computer, forniti da ditte specializzate o di comune commercio, sono “tecnologie assistive” a sostegno dell’autonomia della persona e dell’assistenza> spiega il terapista occupazionale Matteo Cantoni del Centro Cardinal Ferrari Santo Stefano Riabilitazione. Si va dai computer che sostengono la comunicazione con gli altri (e quindi l’inserimento scolastico e lavorativo) ai sistemi complessi che, attraverso software e hardware specifici, trasformano in linguaggio il movimento degli occhi o che azionano la carrozzina elettronica captando movimenti minimi ma volontari, come l’oscillazione del capo.

Grazie allo sviluppo informatico sono stati realizzati ausili per disabilità sensoriali, ad esempio quelli a sostegno dell’udito, le protesi robotiche per la sostituzione di arti o per la deambulazione e gli ausili che consentono ai disabili di praticare sport fino ad alcuni anni fa off-limits. Anche il controllo ambientale e la domotica giovano della progettazione informatica, che orienta le scelte dell’adattamento domiciliare verso soluzioni fortemente personalizzate.

<Infine non dimentichiamo l’aspetto ludico: solo con un semplice tablet si può giocare, simulare la realtà e condividere esperienze con altri – spiega Cantoni – Ma anche imparare e partecipare alle attività della propria classe, in aula o a distanza>. Così il diritto al gioco, questo aspetto indispensabile della vita di ogni bambino e adolescente, è garantito anche ai piccoli disabili, spesso privati dell’autonomia fisica necessaria per svolgere queste azioni in contesti reali. <Per i più piccoli l’ausilio deve essere scelto da personale competente, sulla base di un progetto personalizzato e in accordo con i familiari. Questo perché diventi un reale facilitatore delle attività quotidiane e non un’ulteriore barriera> sottolinea l’esperto.

In generale gli ausili informatici consentono di migliorare la partecipazione alla vita sociale, offrono sostegno fisico e contribuiscono allo sviluppo e al controllo delle strutture o delle funzioni del corpo, fino alla completa sostituzione, con l’obiettivo di agevolare alcune attività. Per i bambini e per tutti coloro che acquisiscono una disabilità nel corso della vita, possono essere fondamentali per prevenire la limitazione delle attività quotidiane e della partecipazione alla vita sociale.

<L’ausilio senza la persona, l’ambiente (fisico e sociale) e l’occupazione (l’attività che la persona vuole svolgere) rimane solamente uno strumento e non un’opportunità> conclude il terapista.