Fra i disturbi più diffusi le apnee notturne. Importante una terapia mirata, fra gli strumenti diagnostici anche la polisonnografia guidata da esperti

I colpi di sonno fra le cause degli incidenti stradali

Sette incidenti stradali su 100 sono causati da colpi di sonno legati ad apnee notturne. Un dato allarmante (fonte Dott. Sergio  Garbarino Centro di Medicina del Sonno della Universita’ di Genova, studio pubblicato sulla prestigiosa rivista inglese Chronic Respiratory Diseases) che fotografa uno degli aspetti rilevanti di una patologia molto  diffusa nella popolazione italiana.

Le apnee del sonno consistono in transitorie e ripetute interruzioni del flusso respiratorio per ostruzione a livello faringeo durante la notte con frequenti microrisvegi di cui il paziente al mattino non conserva memoria, compromissione  della qualità del sonno e ripercussioni nelle ore di veglia, come l’aumento della sonnolenza, veri e propri colpi di sonno, rallentamento dei riflessi, riduzione della memoria.

Alle apnee del sonno si lega anche un più elevato tasso di incidenti sul lavoro nonché un aumentato del rischio di eventi cardiovascolari.

Ecco perché diventa molto importante la diagnosi e la terapia di questa condizione  sottostimata ma molto presente nella società odierna e assolutamente da non sottovalutare, come detto, per i suoi potenziali rischi. 

Quello delle apnee nel sonno è solamente uno dei molteplici problemi cronici che interessano l’apparato respiratorio, insieme ai tumori,  all’asma, all’interstiziopatie ed alla bronco-pneumopatia cronica ostruttiva (di solito indicata con la sigla  “BPCO”), quest’ultima considerata  dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) come uno dei maggiori problemi sanitari  con 600 milioni di soggetti ammalati a livello mondiale e destinata  a diventare la 3° causa di morte e la  5° causa di disabilità nel 2020 .

Malattia anche essa  ampiamente sottovalutata  e sottodiagnosticata, la BPCO  consiste, sostanzialmente, in un cronico e persistente restringimento delle diramazioni dell’albero bronchiale spesso associato ad una distruzione delle pareti degli alveoli  che costituiscono il tessuto polmonare (enfisema) ed è causata da vari agenti irritanti, in primo luogo il fumo di sigarette. I dati   italiani fotografano bene la situazione: ne è affetto il 6% della popolazione complessiva maggiorenne e il 20% degli over 65. Dati in continua crescita.

Di queste malattie polmonari si occupa  il Servizio di Pneumologia attivato presso il Polo Diagnostico Santo Stefano di Porto Potenza Picena, diretto dal dottor Alberto Tubaldi, professionista di grande esperienza e già Direttore dell’Unità operativa complessa di pneumologia presso l’Ospedale di Macerata.

Tra gli strumenti diagnostici più efficaci offerti alla utenza di questo ambulatorio, la spirometria e la polisonnografia.

La prima è un esame semplice, ripetibile e non invasivo che consente nel misurare i volumi e la velocità con cui l’aria entra e esce dall’ apparato respiratorio; estremamente utile nella diagnosi e nella gestione di molte delle malattie sopra elencate, permette oltre tutto di individuare in una fase  precoce i pazienti affetti da  BPCO o Asma bronchiale  e quindi di intervenire  quando è ancora possibile arrestare l’evoluzione di queste malattie

La polisonnografia o meglio lo studio cardiorespiratorio consente invece una registrazione   completa e dettagliata di ciò che avviene nelle ore di sonno andando a registrare il flusso delle vie aeree, l’ossigenazione sanguigna, i movimenti del torace e dell’addome, il russamento e la posizione corporea del paziente così da  fornire  un quadro completo che permette al medico  di  intervenire nel modo più corretto nei casi di Apnee nel Sonno.

Il Servizio di Pneumologia del Polo diagnostico Santo Stefano, infine, opera in stretta sinergia con i reparti di degenza del Centro dove sono ricoverati non pochi  pazienti che possono trarre giovamento da programmi intensivi di riabilitazione polmonare per  problematiche respiratorie di varia natura o che possono aver bisogno di consulenze pneumologiche o esami endoscopici della trachea e dei bronchi (broncoscopia di primo livello) in quanto portatori di cannula tracheale e sottoposti a ventilazione meccanica.