Al Centro Cardinal Ferrari - Gruppo Santo Stefano, l’ausilio rientra in un percorso di addestramento mirato al suo miglior utilizzo. Fra le novità, l’estensione anche ai pazienti in età evolutiva

Carrozzina elettronica perché prescriverla

Viene vista nella sua accezione più negativa, come la fine di qualsiasi processo di recupero riabilitativo.  La carrozzina elettronica rappresenta, invece, una risorsa per l’autonomia, un ausilio prezioso. Al Centro Cardinal Ferrari, la casa di cura del Gruppo Santo Stefano specializzata nelle gravi cerebrolesioni acquisite, già nel  2007 è stato avviato il progetto di sperimentazione della carrozzina elettronica motorizzata nel paziente con grave cerebrolesione acquisita.  Un percorso che si inserisce nei programmi del Centro volti a: definire e migliorare protocolli validati e condivisi di valutazione delle abilità residue di pazienti con GCA; definire percorsi riabilitativi mirati; valutare l’impatto della maggiore autonomia che la guida della carrozzina elettronica comporta sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.

Le prove della carrozzina elettronica per i pazienti ai quali viene prescritta (che rispondono quindi ai requisiti clinici per il test dell’ausilio) sono guidate dagli esperti del CCF. Una pista disegnata davanti al Centro, con segnali stradali, percorsi in lunghezza e circolari, rappresenta l’area di prova protetta per l’uso della carrozzina all’interno della struttura. Il paziente, dopo un periodo di istruzione e formazione da parte degli esperti, viene esaminato successivamente con una serie di prove ecologiche, mediante l’uso della scheda di valutazione.

Fra le prove previste rientrano: la guida in ambiente interno su percorsi predefiniti; su pista riproducente ostacoli, terreni irregolari e dotata di pendenza del 20%; la guida in esterni, su piste ciclabili, su strada semplice urbana con traffico e con l’assegnazione di compiti come ad esempio recarsi al mercato. Il follow up per la valutazione della qualità complessiva dell’uso degli ausili varia da tre a sei mesi. Il rigore metodologico seguito è imposto dal fatto che si tratta non solo di ausili molto costosi ma anche potenzialmente pericolosi se non utilizzati correttamente. Occorre quindi che la prescrizione sia sottoposta al vaglio di un team esperto, in grado di esprimere tutte le professionalità necessarie ad una valutazione esaustiva, tale da favorire anche il percorso autorizzativo degli enti preposti , come Asl o Inail, e che si traduca in dati quantificabili e controllabili nel tempo mediante follow up. “Il primo problema della carrozzina elettronica è farla accettare al paziente ma anche al famigliare, far comprendere come il suo utilizzo possa essere prezioso per il raggiungimento di un’autonomia di movimento – spiega Donatella Saviola neurologa responsabile del progetto del CCF –, il test all’esterno ha la funzione di far sperimentare al paziente l’opportunità che questo ausilio rappresenta, in questi anni abbiamo anche aggiunto e diversificato le mete, di recente anche una gita in montagna. Fra i percorsi più strutturati invece rientrano la spesa al mercato o lo shopping nell’area dell’outlet del Fidenza Village con il quale abbiamo attivato una collaborazione”. Dal punto di vista riabilitativo, le uscite in esterno rappresentano un setting privilegiato perché ricco di stimoli per il paziente e quindi di informazioni da raccogliere mediante una costante osservazione: mantiene una postura corretta? È attento o facilmente distraibile? È motivato dall’autonomia della carrozzina elettronica o è agitato? È in grado di prevedere il pericolo?

“Fra le novità più recenti, dopo anni di sperimentazione sugli adulti, c’è anche l’ estensione del progetto carrozzina elettronica ai pazienti in età evolutiva - aggiunge la Saviola –. Anche per i bambini in condizioni di grave disabilità, stiamo valutando l’impatto sulla qualità di vita e sulla gestione dell’ausilio da parte del care giver”. Le carrozzine elettroniche sono una risorsa perché permettono ai loro utilizzatori un’autonomia altrimenti difficilmente realizzabile, per i tipi di percorsi (terreni sconnessi o con forti pendenze) o per le distanze da affrontare. Inoltre sulle carrozzine sono applicabili sistemi di controllo della postura (basculamento elettrico, schienale reclinabile, elevazione seduta, verticalizzazione) che permettono di variare in maniera semplice e veloce la propria posizione durante l’arco della giornata. Si aumenta così il tempo di permanenza in carrozzina, senza dover “chiedere” di riposarsi a letto, permettendo inoltre di svolgere attività riabilitative (verticalizzazione) sempre con un unico ausilio e di conseguenza aumenta la possibilità di una maggiore partecipazione sociale ed eventualmente lavorativa. Da segnalare, infine, lo sviluppo della domotica applicata alla carrozzina elettronica: tramite frequenze ad infrarossi è possibile comandare col joystick altri sistemi quali porte, finestre, gestire radio e televisioni senza telecomando.

I tipi di carrozzine elettroniche

Esistono tre tipi di  carrozzine elettriche: da esterno, da interno e sistemi ibridi. I punti in comune sono un sistema di guida semplice a joystick, un pacco batterie e motori elettrici che consentono il movimento delle ruote motrici.

Le carrozzine elettroniche da esterno si contraddistinguono per una struttura molto stabile, ruote motrici ammortizzate, fari e sistemi di segnaletica luminosa per l’utilizzo su strada oltre ad una maggiore potenza ed una maggiore autonomia consentita da batterie  e motori più potenti (fino a 15 km/h di velocità e 40 km di autonomia, supera pendenze superiori al 20%).

Le carrozzine elettroniche da interno hanno invece dimensioni compatte per essere più agili in ambienti angusti, questo naturalmente va a discapito  dell’autonomia e della velocità visto che le dimensioni compatte della carrozzina non consentono di alloggiare pacchi batteria particolarmente grandi.

Le soluzioni ibride, infine, sono sistemi di elettrificazione (pacco batterie, ruote motorizzate e joystick) che si possono applicare a normali carrozzine pieghevoli da passeggio, consentendo in questo modo con un’unica carrozzina 2 soluzioni, sia elettrica sia manuale, con il vantaggio di poterle facilmente trasportare in auto.