Cosa devono avere le strutture ricettive per essere davvero a misura di disabile?Il consiglio: “verificare che ci siano le condizioni per vivere al meglio gli ambienti interni ed esterni”

Alberghi e accessibilità, fondamentale informarsi bene prima di prenotare

Sono tanti gli alberghi che si dichiarano accessibili, ma quanti lo sono davvero? Quali requisiti base rendono una struttura ricettiva adatta al soggiorno di un disabile in carrozzina? La legge n. 13 del 1989  (seguito dal Decreto Ministeriale 236 dello stesso anno) ha introdotto tre importanti principi: l’accessibilità; la visitabilità; l’adattabilità.

Secondo la normativa ogni struttura ricettiva deve avere tutte le parti e servizi comuni ed un determinato numero di stanze accessibili anche a persone con ridotta o impedita capacità motoria. Deve essere dotata di arredi, servizi, percorsi e spazi di manovra che consentano l'uso agevole anche da parte di persone su sedia a rotelle.
 “Le regole base per facilitare l’accessibilità sono l’assenza di barriere che impediscano il movimento – spiega Gerardo Malangone, esperto in ausili e responsabile de Servizio Ausilioteca del Centro Cardinal Ferrari – Gruppo Santo Stefano -. In caso di gradini, è necessaria la presenza di una rampa, l’ascensore deve essere di dimensioni tali da consentire l’accesso alla carrozzina e all’eventuale accompagnatore, 
i corridoi devono avere una larghezza minima di 1 metro, la pavimentazione deve essere antisdrucciolevole, le stanze devono essere dotate di accorgimenti che agevolino l’autonomia, dall’arredo della camera, che deve consentire le manovre, al bagno”.

Il lavabo deve essere sospeso (senza ingombri sotto), collocato nella parete opposta a quella cui è fissata la tazza WC lateralmente all'accesso, la rubinetteria deve avere il comando a leva, deve esserci un corrimano orizzontale lungo il perimetro del locale, la doccia deve essere a pavimento, dotata di sedile ribaltabile e doccia a telefono.  “Anche all’esterno, devono essere rispettati alcuni accorgimenti, dal posto riservato nel parcheggio alla vivibilità di giardini, cortili e portici della struttura”, continua Malangone. In generale, ormai da anni si parla di progettazione inclusiva universale, che considera gli spazi come ambienti in grado di accogliere tutti (non solo disabili, anche anziani, mamme con bambini…). “Il concetto è che l’accessibilità non debba essere solo il rispetto di norme tecniche – aggiunge - ma risposta ai bisogni, all'esigenza di una piacevole, sicura e libera fruizione dei servizi di una struttura ricettiva”.

La sensibilità in questo senso è cresciuta negli anni. Ci sono alberghi che sono dotati di tutti gli accorgimenti, offrono anche elettroscooter per gli ospiti disabili, accanto alla consueta disponibilità di biciclette. Occorre però ancora informarsi prima di muoversi, chiamando direttamente in hotel e facendo domande specifiche. Si possono controllare anche siti internet che recensiscono le strutture, da quelli più in uso, come tripadvisor, a quelli più tematici e specializzati, come ad esempio www.diversamenteagile.it

Per chiudere, un cenno va fatto in generale alla località che si sceglie per il soggiorno. “Turismo accessibile è una cultura, infatti, che non tutte le città e località di mare o montagna hanno ancora, purtroppo, accolto in modo corretto”, osserva Malangone. Si può avere l’hotel perfettamente accessibile ma trovare poi un ambiente esterno non adatto, dalle barriere architettoniche in strada (marciapiedi, strade non percorribili, musei non accessibili, mezzi di trasporto pubblici non adattati) alle spiagge, se si è ad esempio al mare, non attrezzate per i disabili.