De Tanti e Saviola a Barletta docenti di un corso di formazione sull'intervento educativo occupazionale del paziente neurologico adulto

A lezione di Terapia Occupazionale

Un corso di formazione sulla Terapia Occupazionale, tra teoria ed esperienze pratiche. Il dott. Antonio De Tanti e la dottoressa Donatella Saviola, relativamente direttore clinico e neurologa responsabile del Servizio di TO del Centro Cardinal Ferrari, sono stati docenti di due giornate formative organizzate a Barletta in collaborazione con l'Asl locale. 

La Terapia Occupazionale al Centro Cardinal Ferrari è un servizio attivo ormai da dieci anni e si è arricchito nel tempo di diverse attività strutturate che vanno dall'arte alla cucina fino alla musica e al teatro. 

La due giorni a Barletta è stata un'occasione per ripercorrere i prinicipi teorici della TO, ricostruire le competenze della figura del terapista occupazionale, presentare le esperienze del Centro Cardinal Ferrari e confrontarsi su risultati e sviluppi terapeutici. 

La gestione del dolore nel paziente neurologico, le Adl primarie, l'incremento della mobilità (dalla bicicletta a tre ruote al ritorno alla guida in sicurezza), lo sport adattato, il coinvolgimento del care giver, il supporto delle nuove tecnologie, il coinvolgimento ed il ruolo degli operatori sociali nell'interazione ospedale-territorio. Questi alcuni dei temi al centro della due giorni di formazione intensiva che ha visto la discussione di casi clinici. 

«Sono stati due giorni intensi di aggiornamento sul tema della Terapia Occupazionale per i pazienti con malattie neurologiche in fase territoriale - afferma De Tanti -. Un evento molto positivo per noi, grazie alla calda accoglienza dei nostri ospiti ed alla costante interazione di tutte le figure professionali del team». 

La Terapia Occupazionale moderna nasce negli USA nei primi anni del 1900 nei pazienti psichiatrici, ha avuto in Italia un riconoscimento formale tardivo rispetto ad altre nazioni, ma questo iniziale svantaggio si sta traducendo in una grande opportunità perché come per molte altre discipline giovani, la TO si sta mostrando molto vitale, con un fermento culturale che le consente di produrre modelli e proposte operative adeguate alle necessità e alle aspirazioni dei pazienti.